Tatuaggi: tra dolore e voglia di apparire

Il tatuaggio è una scelta molto personale che va fatta con coscienza e che provoca anche un po' di dolore: lo sanno bene i vip che da sempre amano molto questa pratica.

Pubblicato da Francesca Rosa Manzari Venerdì 28 maggio 2010

Tatuaggi: tra dolore e voglia di apparire

Pare che le star proprio non possano vivere senza tatuaggi: marchiare la pelle con frasi, disegni e ideogrammi è ormai un must amato dai vip e dalle persone comuni. Lo dimostra anche il fatto che i centri dove si eseguono tatuaggi non risentono della crisi, anzi. Il periodo più occupato è proprio quello in vista dell’estate in cui le persone decidono di abbellire la propria pelle con i disegni più strani. La tendenza però ultimamente, vede un abbandono graduale dei disegni a favore di frasi, aforismi e citazioni che, come potete vedere nella nostra gallery, sono anche i preferiti delle star.

Anche molti vip di casa nostra sembrano proprio non poterne fare a meno: come non citare l’ipertatuato Fabrizio Corona che adorna il suo corpo con innumerevoli disegni e scritte? Ma anche la giovane atleta Federica Pellegrini ha ceduto al trend e nel suo blog ha confessato di essere svenuta durante la realizzazione del suo settimo tatuaggio dichiarando: «Chi ha questa passione mi capisce».

Ha sofferto parecchio anche il produttore musicale Matteo Ceccherini che conferma: «Il drago che mi sono fatto incidere a Hong Kong qualche anno fa mi è costato una notte di febbre a 40. Ma non mi sono mai spaventato e neppure pentito: ne ho una decina e rappresentano il mio percorso personale».

Ne sa qualcosa l’attrice Benedetta Mazzini che ha ben 13 tatuaggi e consiglia «Metto la parte tatuata sotto l’acqua bollente, per aprire i pori e favorire l’eliminazione dell’inchiostro in eccesso. Così l’infiammazione guarisce più in fretta. Ma naturalmente seguo anche tutto il protocollo consigliato: niente sole, alte protezioni e creme speciali».

E non poteva mancare, come dicevo prima la dichiarazione del tatuato per eccellenza, Fabrizio Corona: «Se la Pellegrini non ha la scorza è meglio che stia alla larga dagli aghi: i veri amatori del tatuaggio sviluppano una dipendenza da incisione, non possono resistere troppo a lungo senza farsene uno nuovo».

Luisa Gnecchi Ruscone, moglie dello storico tatuatore milanese Gian Maurizio Fercioni ( che ha tatuato Amedeo D’Aosta, Brigitte Nielsen, Gabriele Salvatores, Eros Ramazzotti, Andy Luotto, Paola e Chiara) sottolinea: «Mai tatuaggi ai minorenni, agli uomini che vogliono incidere il nome dell’amante, ai disegni sul viso e sulle mani. Il tatuaggio è una traccia indolore ma indelebile, quando ci si pente è troppo tardi».

Fotografie tratte da corriere.it.