Prodotti corpo: vendite in aumento per quelli low cost

In tempi di crisi, le italiane preferiscono rinunciare a un nuovo paio di scarpe piuttosto che uscire di casa senza cipria e profumo. Uno dei settori che meno ha risentito della recessione economica di quest’anno infatti è quello del benessere e della cura della persona, come confermato dall’Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche.

Pubblicato da Valentina Morosini Domenica 22 novembre 2009

La bellezza e la curo del corpo sono un settore che non risente di crisi, la vanità è talmente forte che, almeno alla necessità di sentirsi un pochino più sicure del proprio aspetto, nessuno vuole rinunciare. A sostenerlo è l’ dall’Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche.

Nel 2008 l’anno del boom della grande crisi il settore della cosmetica e del benessere ha chiuso in crescita. Alcuni sociologi sostengono che per sentire meno situazione economica, molte persone hanno rinunciato a vacanze lunghe e costose, ma non a una giornata in un centro benessere. Le coccole fanno bene al fisico, ma anche all’animo.

Tagliate le spese di profumeria. Le italiane ai prodotti costosi hanno preferito quelli di farmacia, cresciuti del 3,8%, e di erboristeria, +3,7%. In netto aumento i cosmetici low cost che hanno registrato un +44%. Tendenza confermata anche nel settore della chirurgia estetica. Stiamo molto attenti a quello che acquistiamo, al finto biologico, ai prodotti sottomarca con un’etichetta e a quelli di derivazione cinese.

Infine, ricordiamoci che in assenza di creme e cremine in casa abbiamo materie prime per ottime maschere: olio, uova, miele, ecc.

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