La cellulite, cos’è veramente? Intervista al Dott. Luca Bencini

Il 90% delle donne soffre di cellulite. Ma che cos'è davvero e come si combatte? Ce lo spiega il Dott. Luca Bencini, medico chirurgo specialista in dermatologia

Pubblicato da Maria T. Ferrari Mercoledì 10 maggio 2017

La cellulite, cos’è veramente? Intervista al Dott. Luca Bencini

Secondo gli ultimi studi, pubblicati a livello internazionale sulle più importanti riviste di settore, il 90% delle donne soffre di cellulite. Il fatto che sia un problema così diffuso crea spesso allarmismi e approcci non corretti. Per questo motivo, bisogna sempre affidarsi a esperti del settore che spieghino nel dettaglio gli interventi più adatti a ogni donna. Per fare chiarezza su un argomento così sentito, abbiamo contattato il dottor Luca Bencini, medico chirurgo specialista in dermatologia e Socio fondatore e coordinatore dell’Italian High-Tech Network in Dermatological Sciences.

Bisogna partire dalle basi: il termine cellulite infatti è troppo generico, interessa diverse zone del corpo, dai glutei al ginocchio e può in realtà dividersi in patologie molto diverse tra loro: “Possiamo parlare di adiposità localizzata e ritenzione idrica, come d’infezione e infiammazione che dipende da un’alterazione del grasso sottocutaneo – precisa Bencini – è un disturbo preciso e non tutte le terapie sono utili”. La famosa buccia d’arancia o pelle a materasso, da che cosa deriva? “L’alterazione di quel grasso sottocutaneo crea degli avvallamenti, più frequenti ad esempio nelle donne caucasiche e asiatiche. Tutto dipende dalla diversa struttura del grasso – continua il medico – i setti adiposi collegano parte della fascia muscolare alla pelle, nell’uomo sono orientati a 45 gradi, nella donna a 90. In quest’ultimo caso tirano quindi verso il basso e creano quelli che vengono definiti dalla gente comune, buchi da cellulite”.

Fino ad oggi come veniva affrontato il problema? È ancora efficace il vecchio metodo o ne esistono altri di più validi?
“Si è sempre lavorato sulla ritenzione idrica ma questo non risolveva il problema – afferma Bencini – perché non s’interveniva sulla trazione di cui parlavamo prima. Tutto cambiò nel 1978, con una pubblicazione del Dermatologic Surgery, dove vennero presentate le nuove procedure che intervenivano direttamente sui setti e non sul grasso, agendo in maniera molto selettiva e precisa. Applicando una subcisione, ovvero un’incisione sottopelle con un microago, si riuscirono ad ottenere dei risultati fantastici, anche se rimaneva ancora molto operatore-dipendente. Tutto questo oggi è reso invece standardizzato da una subcisione guidata con il metodo Cellfina”.

In cosa consiste questo nuovo trattamento?
“S’introduce un’asticella molto sottile e tagliente ma allo stesso tempo precisa, profonda e omogenea, applicando dei movimenti che, per intenderci, simulano la falce che taglia il grano. È una chirurgia mini invasiva, in ambiente sterile, e con l’anestetico localizzato non si sente quasi nulla. L’intervento è lungo perché prima s’identificano i punti su cui intervenire, ma i risultati sono strabilianti, si aggirano intorno al 97-100%, e sono stabili nel tempo. Il miglioramento è immediato e continua a migliorare nel tempo”

Per quanto riguarda il post-operatorio?
“È necessario un po’ di riposo e una compressione elastica della zona con una guaina. Non si deve praticare sport per un mese e non bisogna assumere farmaci anticoagulanti. Bisogna arrivare all’intervento nel massimo della propria forma fisica, quindi evitarla in periodi di particolare stress o in seguito a forti dimagrimenti”.

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