Fangoterapia per una pelle più bella

Il fango è uno dei trattamenti migliori e che registrano maggiore tollerabilità. Servono per curare la pelle, i disturbi circolatori, la cellulite, ma anche l'infiammazione da reumatismi. Bisogna scegliere la temperatura e la composizione adatta a noi.

Pubblicato da Valentina Morosini Giovedì 2 luglio 2009

Su questo tema voglio essere sincera. Non amo molto i fanghi, mi dà fastidio ricoprire il mio corpo con impasti melmosi. Però so anche di sbagliare. Sono dei veri toccasana, naturali e con basse probabilità di allergia, per la pulizia della nostra pelle e per la cura di diversi inestetismi.
Ci sono dei centri benessere che offrono dei pacchetti polisensoriali cui si abbina il classico trattamento al fango con trattamenti profumati: agrumi e magnolia contro le ‘gambe pesanti’, cannella e noce moscata tonificanti ed energizzanti. Insomma, qualcuno mi ha ascoltata.

La fangoterapia non va presa come un trattamento sporadico da fare una volta ogni tanto. Dietro c’è una cultura che bisogna capire e fare propria. Intanto il fango utilizzato è un fango lasciato in fusione in speciali contenitori per parecchio tempo (non è solo argilla) e la composizione cambia secondo la terapia: pulizia della pelle, antinfiammatorio, problemi reumatici, ecc.

Stiamo dunque attenti, anche quando compriamo dei prodotti in commercio per farli a casa, quale sia la reale composizione. E poi cerchiamo di capire a che temperatura è meglio fare certi impacchi sul nostro corpo. Se abbiamo problemi circolatori, per esempio, troppo caldo non va bene. E poi i trattamenti devono essere fatti in modo costante.