Elettrostimolatore, come utilizzarlo correttamente

L'Elettrostimolazione muscolare è il trattamento che per mezzo di impulsi elettrici permette la contrazione del muscolo e quindi facilita la tonificazione e il lavoro muscolare. Inoltre, è mirato: si va a potenziare proprio la parte cui siamo interessati.

Pubblicato da Valentina Morosini Mercoledì 9 settembre 2009

Se non avete molto tempo per la ginnastica, l’elettrostimolazione è un valido aiuto. Non pensiate che da sola sia risolutiva, bisogna comunque affiancarci un po’ di ginnastica. E’ però efficace in caso di cellulite o inestetismi difficili da raggiungere con l’esercizio. Vediamo insieme come ottimizzare il risultato con un corretto utilizzo.
L’elettrostimolatore viene utilizzato nei periodi di riabilitazione, dagli sportivi e da molti preparatori atletici. E’ molto facile da utilizzare perché sono dotato di elettrodi autoadesivi (quelli che si incollano devono essere sostituiti periodicamente) e poi ci sono dei programmi da impostare a seconda delle esigenze.

L’Elettrostimolazione muscolare, ossia il trattamento che per mezzo di impulsi elettrici permette la contrazione del muscolo e quindi facilita la tonificazione e il lavoro muscolare. Inoltre, è mirato: si va a potenziare proprio la parte cui siamo interessati. In teoria si racconta che 30 minuti di programmino sostituiscono 2 ore di palestra. Quel muscolo forse sì, ma la palestra permette movimenti più completi e tanti esercizi aerobici.

I consigli sono: non stimolare i muscoli tesi, affaticati o infiammati, sottoporre a stimolazione le parti interessate senza creare squilibrio nell’assetto muscolare (il corpo è simmetrico, quindi concedete tanto tempo a un punto quanto a un altro), fare stretching, seguire le indicazioni dei programmi, partire gradualmente, accertarsi che l’apparecchio sia certificato e che non interferisca se portiamo altri strumenti (pacemaker, ecc).

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