Cura del corpo: mangiare sano diventa glamour

Se la moda spinge tante ragazze a mettersi a dieta, moda, solitudine, e depressione possono trasformarsi in un mix mortale. In alcune situazioni particolari, anoressia e bulimia possono distruggere la vita di una giovane donna. Per questo la moda si sta muovendo per cambiare le cose, a cominciare da questa iniziativa pensata per la settimana della moda milanese: mangiare sano è fashion.

Pubblicato da Simona Redana Domenica 19 settembre 2010

Cura del corpo: mangiare sano diventa glamour

La moda è sempre stata additata come una delle principali cause per cui donne e ragazzine decidono di mettersi a dieta per assomigliare alle modelle che vedono in passerella, sui giornali, sui cartelloni pubblicitari in giro per la città. E per entrare, magari, in quel paio di jeans taglia 40 che vanno tanto di moda. Ecco le conseguenze: oggi l’anoressia colpisce circa lo 0,5% dei giovani tra i 14 e i 20 anni, di cui più del 90% sono ragazze. Il 15% arriva a perdere la vita. Per fortuna piano piano il mondo della moda si sta rendendo conto della situazione e si sta dando da fare per dare il buon esempio.
L’associazione Assem (che rappresenta la maggior parte delle agenzie di modelle e modelli) ha deciso di contribuire alla lotta contro anoressia e bulimia con una nuova campagna il cui slogan è “Food is Fashion and Health” in collaborazione con Federico Gordini, organizzatore di eventi culinari. Durante la settimana della moda (Milano, 22 – 28 settembre), giornalisti, modelle, buyer e operatori del settore riceveranno una sporta contente prodotti made in Italy che fanno bene e fanno belli: pasta, cioccolato, olio extravergine di oliva, mele (utili anche per la bellezza della pelle) e grana.

Giampaolo Landi di Chiavenna, assessore alla Salute di Milano, spiega così l’importante iniziativa: “E’ attraverso la prevenzione che si può svolgere un ruolo fondamentale nella lotta ai disturbi dell’alimentazione, sia nelle forme meno gravi, a livello imitativo (sentimenti di insoddisfazione per il proprio corpo confrontato con quello delle modelle), sia in quelle apertamente patologiche della bulimia e dell’anoressia, espressioni di un dolore profondo che si esprime nel silenzio di comportamenti autolesivi“.

Un’iniziativa interessante e importante, che speriamo sia accostata ad una scelta più intelligente delle modelle che sfileranno sulle passerelle milanesi. Perché qualsiasi buona intenzione può essere rovinata da affermazioni come quelle di Karl Lagerfeld che sostiene che “solo le mamme grasse sono contrarie alle modelle magre. Mettersi a dieta non è un crimine, anche il digiuno può servire se fatto sotto il controllo di un esperto, ma il fai-da-te è davvero pericoloso e soprattutto le più giovani non dovrebbero mai essere lasciate sole se non vanno d’accordo con il proprio corpo.