Creme solari, non usare quelle vecchie (in montagna)

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    Creme solari, non usare quelle vecchie (in montagna)

    Attenzione alle creme solari. Molte persone tengono questi prodotti per lungo tempo anche dopo le vacanze, magari con la speranza di riutilizzarli l’estate successiva, o magari in montagna durante l’inverno. Ecco, è davvero un errore. Le creme, anche se non sono scadute e l’odore e la consistenza vi sembrano buone, perdono di efficacia. Rischiate quindi di stendervi una protezione 20 e di ottenere l’effetto di una 10. In più la montagna ha dei rischi maggiori in montagna: la neve riflette i raggi del sole 4 volte più della sabbia e ha effetti piuttosto aggressivi sulla nostra cute.

    Dobbiamo poi calcolare che la minore distanza dal sole e il conseguente aumento delle radiazioni, il freddo e il vento completano l’opera. Occorre quindi una buona crema solare, possibilmente nuova o acquistata da poco, per evitare le scottature e danni maggiori.

    E cosa fare di quelle vecchie? Non vanno buttate. Sono delle ottime creme idratanti e le potete mettere dopo la doccia. Tra l’altro mantengono comunque un film protettivo, sempre utile anche per andare in ufficio. Il sole, infatti, “picchia” tutto l’anno anche dietro le nuvole.

    Aduc ha fatto sapere che “le creme solari hanno una scadenza e la legge prevede che, oltre all’elenco degli ingredienti, il produttore mostri anche la data di scadenza post-apertura. Le creme solari sono costituite da una emulsione di grasso, acqua e filtro solare ed è proprio la presenza del grasso che pone il problema della durata delle creme”. Insomma, tenete ben presente l’apertura e seguite sempre le indicazioni sull’etichetta.