Come leggere l’etichetta dei cosmetici: il tutorial

Come leggere l'etichetta dei cosmetici? Seguite il nostro tutorial per capire cosa applichiamo quotidianamente sul viso e sul corpo.

Pubblicato da Palma Salvemini Giovedì 13 novembre 2014

Come leggere l’etichetta dei cosmetici: il tutorial

Come leggere l’etichetta dei cosmetici? Seguite il nostro tutorial per imparare a conoscere quello che acquistiamo per la nostra bellezza. Nei prodotti che usiamo comunemente su viso e corpo, esiste un mare magnum di ingredienti tra i quali ci si perde se non si hanno delle conoscenze principali sulle normative e gli ingredienti contenuti. Vi aiutiamo a capire come leggere le etichette dei cosmetici e cosa c’è nelle formulazioni che stendiamo sempre più spesso sulla pelle. Continuate a seguirci!

La normativa: ordine e concentrazioni

La Direttiva CEE del 1993, recepita in Italia nel ’97, ha reso obbligatoria per i paesi dell’UE produttori e importatori di cosmetici, l’indicazione di tutti i componenti di un prodotto finito, allo scopo di tutelare maggiormente il consumatore e dare la possibilità, eventualmente, a soggetti allergici, di riconoscere ed evitare sostanze che potrebbero causare problemi. Tuttavia, cercare di capire cosa c’è scritto sull’etichetta può rivelarsi un’impresa davvero ardua. Innanzitutto gli ingredienti sono ordinati in modo decrescente, partendo, cioè dall’elemento presente in maggiore concentrazione. Questa regola vale per tutti quelli che presentano una percentuale maggiore dell’1. Per quelli che compaiono in misura inferiore, l’ordine può essere sparso. Vediamo come leggere le etichette dei cosmetici.

L’INCI

Vi abbiamo parlato spesso di fondotinta con buon Inci e altri cosmetici con tali caratteristiche. Ma cosa è questa indicazione? Nella scrittura delle denominazioni, i produttori seguono un codice internazionale, detto appunto INCI (International Nomenclature for Cosmetic Ingredients), unico per tutti i paesi della UE ed utilizzato anche da altri stati come USA, Russia, Sudafrica, Brasile, Canada, ecc. Nella lettura potete incontrare terminologie latine (relative ai nomi botanici e a ingredienti della farmacopea) ma la stragrande maggioranza è riportata in inglese. I coloranti seguono le numerazioni del Colour Index: trovate la sigla “CI” seguita da una serie numerica composta da 5 cifre. Quelli artificiali sono generalmente indicati nella parte finale dell’elenco.

Sodium laureth sulfate

Tra le sostanze in cui potete imbattervi con maggiore frequenza leggendo l’etichetta c’è edta: viene inserito nei cosmetici per bloccare eventuali ioni metallici che potrebbero ossidare il prodotto ed è presente in percentuale di 0,1. Fate attenzione ai tensioattivi di derivazione petrolchimica! Uno di questi è il Sodium laureth sulfate che alcuni studi, da diversi anni, collegano al possibile rischio di insorgenza di tumori. Molti marchi di cosmetica hanno respinto questa accusa sostenendo che la percentuale contenuta nei singoli prodotti è irrisoria per causare problematiche. Vi ricordiamo soltanto, che nel corso della giornata, possiamo adoperare shampoo, balsamo, bagnoschiuma, dentifricio, detergente intimo, saponi, deodoranti, detersivi e altri prodotti che contengono questa sostanza! Capirete che la somma delle concentrazioni diventa più significativa!

Sostanze petrolchimiche

Tra gli altri componenti di origine petrolchimica, anche l’Ammoniun lauryl sulfate. Attenzione anche alle concentrazioni di dimethicone, assente o presente in misura ridotta nelle formulazioni di struccanti viso con buon Inci. Altri ingredienti derivati dal petrolio sono Paraffinum Liquidum, PEG e PPG, Petrolatum, Mineral Oil; potenzialmente allergizzanti triclosan e DMDM Hydantoin, Imidazolidinyl urea, Methylisothiazolinone e Methylchloroisothiazolinone che vengono usati come conservanti. Tensioattivi di origine naturale o vegetale, invece, sono Coco glucoside, Decyl glucoside e Sodium lauroyl glutamate.