Colore capelli: le tinte sono dannose?

Tutte le tinte sono chimiche, non esistono di totalmente naturali, tranne quella all’hennè. Questa sostanza ormai la troviamo ovunque talvolta anche nello shampoo, perché non sempre colora, in alcune dosi lucida il capello.

Pubblicato da Valentina Morosini Giovedì 29 aprile 2010

Reduce da un crisi allergica parecchio forte, ho deciso di organizzare questo post sulle tinture di capelli. Settimana scorsa ho fatto dei contrasti di due tonalità, una chiara e una scura, ovviamente da un parrucchiere di fiducia. Il risultato è stato una testa favolosa e uno sfogo su collo e orecchie tremendo (lo sto curando con il cortisone). Questo è un problema non solo mio e soprattutto molto diffuso. Ecco allora che credo sia il caso avere un paio di indicazioni sulle tinture dei capelli per evitare di stare male per essere un po’ più carine. La prima cosa è se le comprate al supermercato leggere il contenuto perché ci sono colori ottimi (come quelle Testanera) e invece dannosi e tossici, come quelle senza marca.
Tutte le tinte sono chimiche, non esistono di totalmente naturali, tranne quella all’hennè. Questa sostanza ormai la troviamo ovunque talvolta anche nello shampoo, perché non sempre colora, in alcune dosi lucida il capello. Ecco per chi non è allergico è favoloso, gli altri devono stare molto attenti. Ricordiamoci che le famose allergie ai tatuaggi lavabili, sono date proprio dall’Hennè.

Per avere un colore sicuro dobbiamo stare attente che il prodotto non contenga ammoniaca e metalli aggiunti. Poi è meglio che anche i conservanti siano in piccole quantità. Tra i componeti che causano maggior allergia c’è la para-fenilendiammina (PPD), trattasi di un colorante che non deve superare il 6% del prodotto.

Non si può fare molto per le tinture purtroppo. Non sempre si può leggere tutto e talvolta non facciamo neanche in tempo. L’unica cosa è fare dei test. A casa provate il prodotto in un braccio: ne appoggiate una goccia e aspettate qualche minuto. Il giorno dopo se non è successo nulla proseguite. L’altra cosa è fare i test della sensibilità in laboratorio, prescritti dal medico.

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