Chirurgia estetica, la mastoplastica additiva

Avere un seno alto, sodo e proporzionato è il sogno di tutte le donne. Molto spesso però madre natura non esaudisce tutti i desideri e per questo si ricorre alla chirurgia estetica.

Pubblicato da Francesca Bottini Martedì 14 aprile 2009

Avere un decolletè alto, sodo e proporzionato è il sogno di tutte le donne. Molto spesso però Madre Natura non esaudisce tutti i desideri e per questo si ricorre alla chirurgia estetica.

La mastoplastica additiva rimane uno degli interventi più richiesti e amati dalle donne che sognano un seno da pin up o semplicemente una taglia in più.

Dopo anni di mammelle esagerate e chiaramente rifatti, oggi si punta sulla naturalezza, inserendo le due protesi di silicone che possono avere forme e dimensioni diverse.

Le protesi sono composte da un involucro di silicone che contiene gel di silicone o, a volte, anche Idrogel (soluzione salina ) che devono essere di altissima qualità in modo da evitare la dispersione del silicone nei casi di rottura delle protesi stesse.

Va precisato che ogni donna è diversa e unica: proprio per questo non ci si possono aspettare sempre gli stessi risultati. Il chirurgo, dopo un approfondito esame della vostra condizione, pelle e aspettative, vi consiglierà la protesi più adatta.
Ormai l’intervento è eseguito anche in Day Hospital, con una degenza di poche ore, una notte al massimo se non insorgono complicazioni.

L’anestesia può essere locale o generale e la paziente, dopo l’intervento, dovrà indossare un reggiseno compressivo.

Le incisioni per l’inserimento delle protesi possono essere effettuate in tre modalità differenti:
Solco sottomammario
La protesi viene inserita sotto la ghiandola mammaria e le cicatrici sono praticamente invisibili.
Areola mammaria
Viene incisa la parte inferiore dell’ areola mammaria; questa tecnica ha il grande vantaggio che le cicatrici si confonderanno poi con il colore più scuro del capezzolo.
Sotto l’ascella
Porta grandi risultati a livello estetico ma è un po’ rischioso per la presenza dei vasi linfatici ascellari.

Sarà comunque il chirurgo a consigliarvi la metodologia migliore per la vostra condizione.
Fotografie tratte da:
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