Acne, come curare le pelli giovani

L'acne può creare depressione e allora è meglio curarsi per prevenire segni permanente. Come? Ecco i consigli degli esperti.

Pubblicato da Valentina Morosini Giovedì 7 aprile 2011

Acne, come curare le pelli giovani

L’Acne è uno dei problemi più diffusi tra i giovanissimi e ne abbiamo spesso parlato perché non facile trovare la terapia giusta e coprire i segni con il make up. Spesso riceviamo email e commenti con richieste di suggerimenti e di nominativi medici per trattare il disturbo, spero quindi che questo post vi possa essere d’aiuto. Secondo i ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center, l’acne influisce non solo sull’aspetto estetico, ma anche su quello psicologico: ci si sente brutti e aumenta, soprattutto nelle persone giovani, il rischio depressione. È importante quindi prevenire la formazione di cicatrici e curarsi con attenzione.

Le indicazioni base sono raccolte nella “Global Alliance to Improve Outcomes in Acne (2003)”: per le forme più lievi, con comedoni, i cosiddetti “punti neri“, e qualche brufolo, possono bastare creme a base di retinoidi, derivati della vitamina A. In quelle più gravi, invece, è bene utilizzare antibiotici o/e isotretinoina, un derivato dalla vitamina A. Questi farmaci devono essere prescritti da un medico e vanno assunti con molta attenzione.

Riccarda Serri, dermatologa dell’Università di Milano, ha dichiarato: “Questi schemi sono utili ma non vanno seguiti rigidamente, perché ogni caso fa storia a sé. Bisogna considerare le condizioni generali del paziente, il suo stile di vita e l’impatto psicologico che l’acne ha su di lui. Se pochi brufoli creano già un forte disagio, meglio agire subito”.

Non dimentichiamoci poi che anche i cosmetici possono essere molto utili: detergenti, creme o prodotti di make up possono proteggere la pelle e al tempo stesso regalare un po’ di sicurezza in più. Invece, bisogna fare molta attenzione ai peeling e ai laser. Sono trattamenti che devono essere concordati con il dermatologo o potrebbero causare ulteriori infiammazioni.