Abbronzatura, il sole di primavera è pericoloso come quella di agosto

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    Abbronzatura, il sole di primavera è pericoloso come quella di agosto

    L’abbronzatura è uno degli obiettivi caldi dell’estate. Purtroppo però spesso si cerca di prendere il sole in modo scellerato, nonostante si sia detto, molte volte, che bisogna stare attenti, perché fa male alla salute della pelle, invecchia. Alcune persone temono solo il sole di primavera: grave errore. L’intensità di quello estivo è uguale a quello primaverile, quindi bisogna assolutamente coprirsi sempre. Iniziate lentamente, esponendovi un pochino la volta per consentire alla pelle di abituarsi.

    Ricordatevi la crema, che va scelta in modo opportuno: potete usare filtri chimici e fisici, sono entrambi validi ma fate attenzione: quelli chimici offrono una protezione efficace dagli ultravioletti, mentre quelli fisici, a base di ossido di titanio o di zinco, riflettono le radiazioni e sono indicate per gli allergici.

    Su tutti prodotti trovate la scritta Spf (sun protection factor), acquistate anche cosmetici con quest’indicazione. Poi dovete leggere un secondo indicatore, quello del fototipo (da 8 a 15 è bassa e 50+ è molto alta, non esiste più la dizione schermo totale): questi elementi indicano la protezione dagli Uvb, i raggi che arrossano la pelle.

    Poi ci sono quelli Uva, che sono ancora più pericolosi perché penetrano in profondità e sono responsabili dei melanomi e delle forme di intolleranze solari. Nei solari il fattore di protezione Uva deve essere di almeno un terzo rispetto a quello Spf per avere un prodotto ben bilanciato. Mi raccomando anche alle lampade: fanno male alla pelle se non usate con attenzione.