Ricostruzione delle unghie: è dannosa?

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    La ricostruzione delle unghie è una delle mode che negli ultimi anni è diventata predominante nel settore bellezza. Ci sono tanti costi diversi (in linea di massima circa 10 euro a dita) e tante tecniche differenti. Ma la domanda che sorge è questa: fa male? Perché ce lo chiediamo per gli smalti, le tinture per i capelli, le creme biologiche oppure no e poi copriamo le nostre unghie per mesi e anni e nessuno dice nulla. La prima ragione che mi viene in mente è che è stata fatta passare per una tecnica per permette alle nostre unghie a ricrescere più forti o per superare il vizio di mangiarsi le unghie. Questa cosa è vera e la ricostruzione è anche utile.

    Il problema però è un altro, in nome della bellezza, tutto diventa lecito. “Esistono almeno 10 tecniche diverse e bisogna stare molto attenti a quale scegliere o si rischia di rovinare il letto dell’unghia”, spiega Alessandra Vasselli, Cosmetologa Vichy, durante un incontro alla sede de L’Oreàl.

    C’è chi gratta la superficie dell’unghia prima di applicare il gel o l’unghia in resina, chi cuoce l’unghia sotto una lampada a raggi ultravioletti per la catalizzazione. L’uso prolungato di queste unghie crea dei danni tali da compromettere la crescita dell’unghia o la perdita permanente. State quindi molto attente a farvi spiegare bene quale tecnica sia utilizzata, rifiutatevi in caso di abrasioni o utilizzo di collanti potenzialmente nocivi o scatenanti allergie (da contatto).

    Medicina estetica