Più magre di un foglio A4: tutto sulla nuova mania social che arriva dalla Cina

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    Più magre di un foglio A4: tutto sulla nuova mania social che arriva dalla Cina

    Invita ad essere più magre di un foglio A4 la A4 Waist Challenge, ultima folle mania social che inneggia alla magrezza e arriva dalla Cina. Questa nuova ossessione, che è partita dall’Oriente a colpi di hashtag e selfie, sta arrivando anche da noi e suggerisce senza dubbio un modello sbagliato, specialmente per le più piccole. Scopriamo di cosa si tratta e quanto successo sta pericolosamente riscuotendo questa iniziativa cominciata “per gioco” ma ben presto diventata campagna virale.

    L’ossessione per la magrezza e per la perfezione delle forme, assecondando stereotipi estetici distorti e poco reali, sta ormai prendendo sempre più piede sui social. Dopo la belly slot, che ha spopolato letteralmente la scorsa estate, è la volta della A4 Waist Challenge, una folle sfida lanciata sul web che prende come unità di misura per il proprio punto vita le dimensioni di un foglio A4.

    In cosa consiste esattamente?

    Si tratta di una campagna virale partita dalla Cina, più nello specifico dal social cinese Weibo, che sta ormai rimbalzando di hashtag in hashtag in tutto il mondo. Le ragazze misurano il proprio punto vita servendosi di un foglio A4 (largo circa 21 cm): se il foglio copre interamente il punto vita si è sufficientemente magre ed in forma, altrimenti, la sfida è persa.

    Un’altra follia del web (sicuramente non l’ultima), quella della A4 Waist Challenge, che rischia di incentivare i già diffusissimi problemi di anoressia e bulimia, specialmente per quanto riguarda le ragazzine che seguono ciecamente i social network.

    Ce lo hanno dimostrato trend apparentemente insensati ma assolutamente diventati virali come il collarbone, atto ad enfatizzare la magrezza delle clavicole, e l’altrettanto rischiosa Kylie Jenner Challenge, che prevedeva invece di gonfiarsi le labbra per emulare la più piccola delle sorelle Jenner-Kardashian.

    Alla base di tutte queste campagne social, apparentemente diverse tra loro, risiede una volontà ossessiva e costante di migliorare il proprio corpo andando ad emulare quegli stereotipi tanto discussi (che però sembrano non volerne sapere di cambiare per davvero) che caratterizzano prevalentemente il mondo della moda e dello showbiz.

    E’ davvero questo l’utilizzo che si deve fare dei social?

    Medicina estetica