Lifting liquido, la nuova frontiera con Radiesse

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    Lifting liquido, la nuova frontiera con Radiesse

    Superati i trent’anni, la naturale produzione di collagene da parte della nostra pelle diminuisce, provocando disidratazione e una perdita di volume e di elasticità del volto. Ciò comporta l’insorgenza di inestetismi come rughe di espressione, solchi profondi e lassità cutanea.

    Una delle tecnologie più all’avanguardia nell’ambito della medicina estetica che può ovviare a questo problema è il lifting liquido, realizzabile con filler iniettabili di ultima generazione.

    Merz Aesthetics ha lanciato ormai da diversi anni Radiesse, un filler a base di idrossiapatite di calcio approvato FDA – di cui sono fatte anche le nostre ossa, quindi una sostanza completamente riassorbibile dall’organismo – che non solo determina un recupero dei volumi persi, con un immediato effetto rinvigorente e distensivo, ma che provvede anche a stimolare la produzione di collagene in modo completamente naturale. Questa tipologia di trattamento può essere impiegata con risultati eccellenti sul viso, sul collo, sul seno e persino sulle mani.

    radiesse

    Ne abbiamo parlato con il Dottor Pier Paolo Rovatti, chirurgo plastico nonché uno dei quattro medici italiani appartenenti al Board scientifico della Merz Aesthetics e docente ai corsi di formazione medica sull’utilizzo di materiali iniettabili, tra cui appunto Radiesse.

    Dottor Rovatti, in cosa consiste il trattamento Radiesse?

    Il trattamento con Radiesse riguarda un filler che ha però caratteristiche nettamente diverse rispetto ai classici iniettivi a base di acido ialuronico. La differenza sostanziale sta nel materiale, che è molto più viscoso ed elastico, più fluido e distensivo. Per questa ragione si chiama lifting liquido. L’effetto è meno deformante e più naturale rispetto ai filler all’acido ialuronico, che invece tendono a gonfiare.

    Radiesse ha avuto negli anni passati un trend di crescita continuo che recentemente ha subito una vera impennata grazie alla richiesta di risultati naturali e soprattutto di un lifting non chirurgico del volto. Infatti questo filler tripla azione nato negli anni ’90 è stato poi modificato fino a trovare un equilibrio con la componente dell’idrossiapatite di calcio, che ha un effetto di biostimolazione notevole: si calcola una produzione di circa il 30% di collagene e di elastina in più dopo due o tre mesi dal trattamento. Questo è uno dei vantaggi principali, un miglioramento cutaneo che si vede concretamente dopo alcune sedute, specialmente se il trattamento si ripete, perché quando viene iniettato produce nuovo collagene, che porta ad un miglioramento strutturale effettivo del tessuto. A differenza di Radiesse, invece, l’acido ialuronico resta un ottimo riempitivo e un potente idratante.

    Questo trattamento è doloroso?

    No, assolutamente. Radiesse contiene lidocaina, un anestetico.

    Quante sedute servono per avere dei risultati?

    In realtà ne basta una, ma molto dipende da quante fiale si adoperano. Visi particolarmente disidratati o con una pelle molto lassa richiedono qualche fiala in più, ma la seduta effettivamente necessaria è solo una: ovviamente tutto dipende dalla condizione del paziente. È questo il punto di partenza per decidere ogni quanto ripetere il trattamento. Radiesse ha sicuramente una durata maggiore dell’acido ialuronico e assicura un risultato molto più armonioso e naturale: studi clinici dimostrano come il trattamento a base di idrossiapatite abbia degli effetti che durano dai 9 ai 12 mesi, ma le pazienti tornano anche prima e non ci sono controindicazioni.

    prima e dopo radiesse

    Ci sono casi in cui ha consigliato e altri in cui ha sconsigliato Radiesse?

    Buona parte delle persone riscontra beneficio dall’uso di questo prodotto. Con l’acido ialuronico a volte ci sono delle difficoltà, specialmente con pelli dal photoaging elevato, ossia in uno stato di invecchiamento cutaneo molto avanzato. Invece, queste sono proprio le condizioni ideali per Radiesse, che però può essere adoperato tranquillamente anche su una donna di 35 anni che desidera solo un po’ di turgore e di distensione del viso, perché è un prodotto che non “gonfia”. La gente non vuole più, per fortuna, deformare il proprio volto. Si pensa a migliorare la perdita di volume senza sfigurarsi e senza determinare aumenti volumetrici paradossali.

    Ci sono particolari accortezze post trattamento?

    No, certo che no. Bisogna tenere presenti semplicemente le accortezze che di solito si seguono dopo un filler. Ad esempio, per 3-4 giorni non bisogna esporsi al sole, perché comunque si inietta un materiale.

    Molto spesso si sminuisce questo genere di trattamento, definendolo solamente un insieme di “punturine”. In realtà, non sono punturine. Devono essere fatte correttamente, da medici esperti che sanno dove agire. Le reazioni avverse da filler purtroppo esistono. Parliamo di necrosi e di emboli, dovuti al fatto che i materiali iniettati – magari non conosciuti a fondo da chi si improvvisa – comprimono vasi sanguigni impedendo la circolazione. Alle volte, invece, ci sono problemi come parestesie e alterazioni nervose. Definire questi trattamenti “punturine” è riduttivo. I medici devono essere preparati a quello che andranno a fare con un percorso di training lungo e articolato, per fare fronte a qualsiasi evenienza o a eventuali complicazioni.

    È vero che è possibile adoperare Radiesse anche in superficie per rivitalizzare il derma?

    Questo materiale si può diluire, cosa che non si può fare con l’acido ialuronico per la sua consistenza. L’intuizione che ho avuto qualche anno fa, e che poi ho portato avanti, è stata che questo materiale potesse essere utilizzato anche in superficie, tra l’altro in quantità minori se diluito. La produzione di collagene è migliore nella zona superficiale. Per cui, Radiesse si può usare nelle zone di superficie delle guance, del collo e del decolleté, sia come effetto di biorigenerazione che per avere un effetto distensivo. L’ho chiamata DD Technique, come Diluizione della Densità del prodotto. Inizialmente c’erano delle reticenze, perché la sostanza era stata sempre e solo iniettata in profondità. Da tempo questa tecnica viene utilizzata con successo non solo da me, ma anche da molti altri colleghi in tutto il mondo, che mi hanno consultato nel tempo per chiedermi chiarimenti in merito.

    Lei quindi consiglia Radiesse per viso, collo e décollété. Può essere utilizzato anche sulle mani?

    Certo, Radiesse vanta anche l’approvazione FDA per il trattamento delle mani ma in questo caso va iniettato puro, non diluito. L’effetto volumizzante di quando il prodotto è diluito con acqua fisiologica in questo caso non serve. La diluizione è utile in realtà, per far distendere il prodotto su un’ampia zona senza creare accumuli che si possono invece verificare quando la sostanza si inietta pura. Ho pensato: perché non diffondere Radiesse con acqua fisiologica? Perché non farlo se così posso distribuirlo meglio? Grazie alla validità dei risultati ottenuti, comprovati da numerosi studi clinici, gli esperti hanno creato la definizione di “lifting liquido” per differenziarlo da tutti gli altri trattamenti iniettivi.

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