La cellulite, cos’è veramente? Intervista al Dott. Luca Bencini

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    La cellulite, cos’è veramente? Intervista al Dott. Luca Bencini

    Secondo gli ultimi studi, pubblicati a livello internazionale sulle più importanti riviste di settore, il 90% delle donne soffre di cellulite. Il fatto che sia un problema così diffuso crea spesso allarmismi e approcci non corretti. Per questo motivo, bisogna sempre affidarsi a esperti del settore che spieghino nel dettaglio gli interventi più adatti a ogni donna. Per fare chiarezza su un argomento così sentito, abbiamo contattato il dottor Luca Bencini, medico chirurgo specialista in dermatologia e Socio fondatore e coordinatore dell’Italian High-Tech Network in Dermatological Sciences.

    Bisogna partire dalle basi: il termine cellulite infatti è troppo generico, interessa diverse zone del corpo, dai glutei al ginocchio e può in realtà dividersi in patologie molto diverse tra loro: “Possiamo parlare di adiposità localizzata e ritenzione idrica, come d’infezione e infiammazione che dipende da un’alterazione del grasso sottocutaneo – precisa Bencini – è un disturbo preciso e non tutte le terapie sono utili”. La famosa buccia d’arancia o pelle a materasso, da che cosa deriva? “L’alterazione di quel grasso sottocutaneo crea degli avvallamenti, più frequenti ad esempio nelle donne caucasiche e asiatiche. Tutto dipende dalla diversa struttura del grasso – continua il medico – i setti adiposi collegano parte della fascia muscolare alla pelle, nell’uomo sono orientati a 45 gradi, nella donna a 90. In quest’ultimo caso tirano quindi verso il basso e creano quelli che vengono definiti dalla gente comune, buchi da cellulite”.

    Fino ad oggi come veniva affrontato il problema? È ancora efficace il vecchio metodo o ne esistono altri di più validi?

    “Si è sempre lavorato sulla ritenzione idrica ma questo non risolveva il problema – afferma Bencini – perché non s’interveniva sulla trazione di cui parlavamo prima. Tutto cambiò nel 1978, con una pubblicazione del Dermatologic Surgery, dove vennero presentate le nuove procedure che intervenivano direttamente sui setti e non sul grasso, agendo in maniera molto selettiva e precisa. Applicando una subcisione, ovvero un’incisione sottopelle con un microago, si riuscirono ad ottenere dei risultati fantastici, anche se rimaneva ancora molto operatore-dipendente. Tutto questo oggi è reso invece standardizzato da una subcisione guidata con il metodo Cellfina”.

    In cosa consiste questo nuovo trattamento?

    “S’introduce un’asticella molto sottile e tagliente ma allo stesso tempo precisa, profonda e omogenea, applicando dei movimenti che, per intenderci, simulano la falce che taglia il grano. È una chirurgia mini invasiva, in ambiente sterile, e con l’anestetico localizzato non si sente quasi nulla. L’intervento è lungo perché prima s’identificano i punti su cui intervenire, ma i risultati sono strabilianti, si aggirano intorno al 97-100%, e sono stabili nel tempo. Il miglioramento è immediato e continua a migliorare nel tempo”

    Per quanto riguarda il post-operatorio?

    “È necessario un po’ di riposo e una compressione elastica della zona con una guaina. Non si deve praticare sport per un mese e non bisogna assumere farmaci anticoagulanti. Bisogna arrivare all’intervento nel massimo della propria forma fisica, quindi evitarla in periodi di particolare stress o in seguito a forti dimagrimenti”.

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