Cura capelli, il parrucchiere e il rapporto di fiducia

Parrucchieri e il rapporto di fiducia

Li taglio non li taglio? Se cambiassi pettinatura? Mi piace il look di quella attrice, ma a me di sicuro non starà bene? È in questo momento che il parrucchiere ha un ruolo indispensabile, quasi di psicologo della bellezza. È proprio con lui che si crea un rapporto di fiducia, che non deve essere tradito: i capelli non perdonano.

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Sono sempre pronti a dispensare consigli più sinceri della migliore amica. Molti di loro hanno deciso di cavalcare l’onda di questo rapporto di fiducia con i propri clienti e hanno aggiunto alla creatività di taglio e colore, una propria linea di styling e haircare.

Pioniere di questa tendenza, a fine anni 80, è stato Vidal Sassoon, famoso per le sue teste geometriche ai tempi di Twiggy e dei Beatles, che è poi diventato un marchio globale (grazie a Procter & Gamble) con il suo Wash & Go. Poi sono arrivati gli altri, anche a dimensione locale.

Cosa cercano le donne dal proprio parrucchiere? Il prezzo talvolta superiore non crea problemi: secondo la ricerca Nielsen, il 24% delle donne preferisce prodotti costosi perché pensa siano gli unici di buona qualità. «Utilizziamo antiossidanti e ceramidi come quelli contenuti nelle creme viso più care», spiega Fekkai. Già perché molti hair stylist sono diventati anche un marchio.

Le occasioni per fidelizzare i clienti non mancano visto che il 90% degli italiani frequenta quasi sempre lo stesso salone. Ma c’è anche un motivo economico che si scontra con i più grandi: «È un modo per evitare sprechi. Le multinazionali richiedono un numero di ordini prestabilito che può eccedere la quantità di cui un parrucchiere ha bisogno», conclude Fabiano Zingaro.

Foto tratte da
zenazone.it
123rf.com
galileonet.it

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Fonte | MarieClaire

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Martedì 10/11/2009 da

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