Creme solari, come usare quelle avanzate?

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    creme protezione solare abbronzatura

    L’estate, ragazze, non è ancora finita, parliamo quindi ancora una volta di creme solari. Prima di tutto perché al termine delle vacanze spesso si rischia di buttare via parecchi prodotti e questo è un errore. Allora conservare le creme per utilizzarle l’anno successivo non va bene, perché – come sapete – scadono. Cosa succede? Non diventano tossiche, ma perdono di efficacia. Rischiate di stendervi al sole con una 30 che vale 15, quindi mai riciclare le creme, ma neanche mai buttarle. Sono estremamente idratanti, perché devono mantenere la pelle morbida e protetta durante l’aggressione dei raggi. Potete usarle quindi come creme durante l’anno, magari dopo la doccia. Alcune combattano anche i segni dell’invecchiamento.

    Davvero è un peccato, buttare un prodotto che ha tantissimi pregi, soprattutto un costo elevato. Sapete bene che un buon solare viaggia dai 15 ai 30 euro. Vi basta averne comprati 3 (uno basso, medio e alto) per aver davvero investito una fortuna.

    Un domani pensate che i solari saranno a base di alghe verdi-azzurre. Gli scienziati della Harvard Medical School di Boston (Usa) sono riusciti a identificare i geni e gli enzimi produttori di molecole ‘fotoprotettive’ in questi microrganismi, aprendo la strada a nuovi prodotti cosmetici solari super-efficaci.

    Queste alghe (o ciano batteri) ricavano l’energia di cui hanno bisogno dalla luce solare attraverso la fotosintesi, ma nel farlo devono esporsi alle radiazioni ultraviolette, dannose per il Dna. Combattono dunque l’esposizione agli Uv producendo piccole molecole ‘schermo’ chiamate micosporine e aminoacidi simili a micosporine che assorbono i raggi nocivi.

    Dolcetto o scherzetto?