Chirurgia estetica, la ricostruzione del décolleté

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    Il desiderio di rifarsi il seno è quello più diffuso tra le donne convinte di volersi sottoporre a un intervento di chirurgia plastica. È forse il punto del corpo meno accettato (è troppo grosso, è piccolo, la forma non ideale, ecc). Purtroppo però le donne ricorrono a questa soluzione anche a causa di intervento di asportazione. Le tecniche di ricostruzione sono migliorate, ma finalmente arriva la notizia che sarà possibile avere dei seni naturali.

    La tecnica sta per essere sperimentata su pazienti vere alle quali è stato tolto il seno a causa di un tumore. Le prime ad andare sotto il bisturi, nelle prossime settimane, saranno cinque donne che nel giro di sei-otto mesi dovrebbero poter riavere un seno pieno e per nulla artificiale.

    Ciò grazie a un’impalcatura speciale che i chirurghi impianteranno sotto la pelle: una specie di coppa sagomata a forma del seno che si vorrà avere, ben coperta da uno speciale gel derivato da cellule muscolari che stimola la crescita del tessuto adiposo, raccontano sul Corriere della Sera.

    Nella camera creata sotto la coppa i chirurghi inseriranno infatti circa due dita di grasso preso da un’altra sede corporea, collegato ai vasi sanguigni dell’ascella perché possa ricevere nutrimento e crescere grazie alle staminali al suo interno.

    Per adesso, si continua a scegliere fra le classiche protesi artificiali o il riempimento «semplice» con tessuto adiposo e staminali del grasso, preso dove ce n’è di troppo. Quest’ultima tecnica, poco invasiva (per aspirare l’adipe e iniettarlo dove serve basta una siringa) si sta affermando per ricostruire il seno dopo un tumore.