Chirurgia estetica, il body scanner svela i ritocchi

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    Body scanner

    La sicurezza è importante, ma credo che lo sia anche la privacy. E forse è per questo che, dopo numerose discussioni sulla necessità o meno di prendere misure più rigide, l’Unione Europea sta pensando di rinviare l’introduzione dei body scanner negli aeroporti. Le immagini prodotte da questi apparecchi rivelano se una persona ha delle protesi anche quando non vorrebbe farlo sapere. Immaginate di aver rifatto il decollete per necessità o per estetica… Per questo il loro uso generalizzato comporta problemi di privacy dei quali il pubblico deve essere a conoscenza. Per questo motivo è scesa in campo anche la società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica (Sicpre).

    “Poiché in questi giorni si parla molto di body scanner negli aeroporti e dei relativi problemi di privacy, per completezza di informazione ricordiamo che questi apparecchi, in particolare quelli di nuova generazione a raggi X, evidenziano non solo il contorno corporeo, ma anche l’eventuale presenza di protesi“, avverte in una nota la Sicpre.

    È vero che non c’è nulla di male e che non bisogna vergognarsi, è vero anche che dovrebbe essere legittimo non farlo sapere a tutti. “Le protesi in materiale sintetico per usi diversi, soprattutto estetici, “si trovano infatti poco sotto la pelle e hanno una densità che le differenzia dai tessuti naturali; di conseguenza – proseguono gli specialisti – sono visibili e riconoscibili”.

    Per la precisione, le immagini del body scanner possono facilmente evidenziare la presenza di: protesi, protesi muscolari nei glutei o nelle gambe, protesi agli zigomi o al volto e infine protesi alle parti intime maschili.

    Dolcetto o scherzetto?