Allergia al sole, i consigli per prevenirla

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    Abbiamo già parlato di eritemi solari, arrossamenti della pelle dopo l’esposizione. In questi ultimi giorni abbiamo spesso sentito ai telegiornali l’uso dell’espressione: allergia al sole. Ma si può essere allergici al sole o è solo un modo per semplificare un disturbo? Ahimè, esiste e vi spiego di cosa si tratta.

    L’intolleranza al sole colpisce quasi il 10% delle persone e i dermatologi hanno raddoppiato, dal 2000 a oggi, il numero dei pazienti con questo disturbo. Il nome corretto è fotodermatosi e sono un gruppo d’infezioni cutanee causate dall’esposizione al sole. Quali siano le cause non si è ancora certi, si dice che il sole sia ammalato e probabilmente qualcosa di vero c’è. Sicuramente l’uomo sviluppa una predisposizione naturale dopo la pubertà ed è più comune nelle persone con la pelle chiara.

    I sintomi sono arrossamenti della pelle e vescicole. Cerchiamo di non confondere il classico eritema o le scottature perché siamo stati poco prudenti mettendoci in riva al mare alle 2 di pomeriggio senza protezione. Qui parliamo di disturbi più seri, che spesso anche nei centri specializzati non diagnosticano correttamente o alla prima visita.

    Per proteggersi il metodo è sempre lo stesso: evitare di prendere il sole in modo intenso e prolungato, bere molta acqua e mangiare frutta, magari utilizzare degli integratori. “Si deve comunque limitare l’esposizione diretta, utilizzare quindi creme solari ad alta protezione. Per i casi più gravi c’è la terapia di desensibilizzazione che si basa sull’uso di particolari lampade a raggi Uva e Uvb”, racconta il dermatologo Antonello Baldo al Corriere della Sera.

    Medicina estetica